Hotel Villa Nadar

Nella splendida Toscana, tra le meraviglie della piana lucchese, a poca distanza da tutte le importanti città, s’inserisce l’Hotel Villa Nadar. Facilmente raggiungibile, ad un solo chilometro dall’A11, vi accoglie con il suo verde in un luogo tranquillo e rilassante.

Recentemente ristrutturata, in particolare nei suoi interni, la struttura già di costruzione contemporanea, ha ripreso vita e si è modernizzata attraverso l’uso di nuove tecnologie e di un design fresco ed elegante.

Hotel Villa Nadar

Nella splendida Toscana, tra le meraviglie della piana lucchese, a poca distanza da tutte le importanti città, s’inserisce l’Hotel Villa Nadar. Facilmente raggiungibile, ad un solo chilometro dall’A11, vi accoglie con il suo verde in un luogo tranquillo e rilassante.

Recentemente ristrutturata, in particolare nei suoi interni, la struttura già di costruzione contemporanea, ha ripreso vita e si è modernizzata attraverso l’uso di nuove tecnologie e di un design fresco ed elegante.

una tradizione di famiglia

La Storia di Villa Nadar

L’ospitalità è nel nostro DNA da generazioni. Dai miei nonni che hanno sempre avviato attività di ristorazione e accoglienza, nella Milano degli anni sessanta/settanta – prima di ritornare nella loro Toscana, a mio padre che ha continuato a portare avanti la tradizione con l’attività alberghiera.

Cresciuta quindi nell’atmosfera vivace e calorosa dell’hotel, dopo aver appreso i segreti del mestiere – o almeno buona parte di essi, sotto la guida attenta di mio padre, nel 2019 mi sono imbarcata in questa nuova avventura, rilevando la struttura della Villa.

Unendo gli studi e le passioni in campo artistico, al desiderio di creare un luogo dove gli ospiti potessero sentirsi accolti e rilassati, tra la frenesia della vita quotidiana, nel 2020 abbiamo aperto le porte della nuova Villa. Un piccolo hotel che porta quindi avanti l’eredità di della famiglia, con un tocco giovane e moderno.

PASSIONE PER L'ARTE

Nadar

La Villa ha preso oggi il nome Nadar, prendendo in prestito lo pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon, fotografo parigino dell’Ottocento, che nel suo studio in Boulevard des Capucines numero 35, diede la possibilità ai pittori del nascente movimento impressionista, di esporre i propri quadri.

Nadar  è stato uomo dai mille volti e dai mille talenti; caricaturista, scrittore, giornalista, fotografo, pioniere del volo, ha animato la bohème parigina e l’ambiente intellettuale della sua epoca. Amante delle innovazioni in ogni campo, mercoledì 15 aprile 1874, il fotografo apre le porte del suo studio, al gruppo di giovani pittori, riuniti sotto il nome di “Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs, graveurs”. Boicottati dal Salon Ufficiale parigino, il gruppo, guidato da Claude Monet e composto tra gli altri da Cézanne, Degas, Pissarro e Renoir, decise di sfidare la massima istituzione artistica francese organizzando una mostra in proprio e in anticipo rispetto su quella del Salon: un gesto di rottura in linea con la portata rivoluzionaria della loro tecnica pittorica.

Ognuna delle 21 camere di Villa Nadar, come se fosse una piccola galleria, mostra sulla propria porta il nome del pittore a cui essa è dedicata, e dei cui colori e quadri si tingono le pareti all’interno.
Quadri impressionisti e di movimenti strettamente ad esso collegati, danno vita anche alle pareti degli spazi comuni, dando quel senso di unicità diverso da il classico hotel in Toscana.

Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

nadar

una tradizione di famiglia

La Storia di Villa Nadar

L’ospitalità è nel nostro DNA da generazioni. Dai miei nonni che hanno sempre avviato attività di ristorazione e accoglienza, nella Milano degli anni sessanta/settanta – prima di ritornare nella loro Toscana, a mio padre che ha continuato a portare avanti la tradizione con l’attività alberghiera.

Cresciuta quindi nell’atmosfera vivace e calorosa dell’hotel, dopo aver appreso i segreti del mestiere – o almeno buona parte di essi, sotto la guida attenta di mio padre, nel 2019 mi sono imbarcata in questa nuova avventura, rilevando la struttura della Villa.

Unendo gli studi e le passioni in campo artistico, al desiderio di creare un luogo dove gli ospiti potessero sentirsi accolti e rilassati, tra la frenesia della vita quotidiana, nel 2020 abbiamo aperto le porte della nuova Villa. Un piccolo hotel che porta quindi avanti l’eredità di della famiglia, con un tocco giovane e moderno.

PASSIONE PER L'ARTE

Nadar

La Villa ha preso oggi il nome Nadar, prendendo in prestito lo pseudonimo di Gaspard-Félix Tournachon, fotografo parigino dell’Ottocento, che nel suo studio in Boulevard des Capucines numero 35, diede la possibilità ai pittori del nascente movimento impressionista, di esporre i propri quadri.

Nadar  è stato uomo dai mille volti e dai mille talenti; caricaturista, scrittore, giornalista, fotografo, pioniere del volo, ha animato la bohème parigina e l’ambiente intellettuale della sua epoca. Amante delle innovazioni in ogni campo, mercoledì 15 aprile 1874, il fotografo apre le porte del suo studio, al gruppo di giovani pittori, riuniti sotto il nome di “Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs, graveurs”. Boicottati dal Salon Ufficiale parigino, il gruppo, guidato da Claude Monet e composto tra gli altri da Cézanne, Degas, Pissarro e Renoir, decise di sfidare la massima istituzione artistica francese organizzando una mostra in proprio e in anticipo rispetto su quella del Salon: un gesto di rottura in linea con la portata rivoluzionaria della loro tecnica pittorica.

Ognuna delle 21 camere di Villa Nadar, come se fosse una piccola galleria, mostra sulla propria porta il nome del pittore a cui essa è dedicata, e dei cui colori e quadri si tingono le pareti all’interno.
Quadri impressionisti e di movimenti strettamente ad esso collegati, danno vita anche alle pareti degli spazi comuni, dando quel senso di unicità diverso da il classico hotel in Toscana.

Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

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